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È davvero così difficile capirsi tra culture diverse? E se lo è, perché accade e cosa possiamo fare per trasformare questa distanza in un incontro?

Sono nata a Hiroshima, Hibakusha di terza generazione e queste domande mi accompagnano fin dall’infanzia. Nel tempo sono diventate la direzione del mio lavoro: oggi sono facilitatrice e process designer, e continuo a esplorare la possibilità di creare dialoghi autentici anche quando le prospettive sembrano lontane.

Sono specializzata nella progettazione di workshop ad alto impatto: dai meeting strategici nelle aziende ai dialoghi civici che riuniscono persone con vissuti e competenze molto diverse per affrontare questioni complesse. Ho maturato esperienza nella comunicazione interculturale, nella DEI e nello sviluppo della leadership, lavorando con team globali e contesti organizzativi che richiedono ascolto, chiarezza e cura del processo. Il mio approccio nasce dalla cultura giapponese della facilitazione, dove la relazione, la delicatezza e l’attenzione al dettaglio sono parte integrante del risultato.

In Wyde porto questa prospettiva e mi occupo di erogare i nostri programmi alle organizzazioni giapponesi, costruendo ponti tra modi di pensare, di lavorare e di apprendere.

Il mio modo personale di prendermi cura degli altri
Mi piace osservare ciò che le persone amano, ciò che le incuriosisce, ciò che raccontano senza accorgersene. Trasformo questi dettagli in piccoli regali a sorpresa: un modo gentile e concreto per far sentire che qualcunə ha visto, ascoltato, compreso.

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Approfondimenti, materiali di riflessione nati dai progetti, strumenti per comprendere meglio il contesto, seguire l’evoluzione e trarne ispirazione per il tuo lavoro.

Sono tracce che raccontano cosa succede quando la formazione diventa cultura, pratica, trasformazione.